Fredi Perucci Studio via Calatafimi 5   40132 Bologna   T +39 051 403987   M +39 339 7551014   fredi@frediperucci.com
Fare Branding
F & P Consulting è uno Studio di consulenza aziendale. Dal 1972 lavora per supportare le imprese nella crescita, migliorando le performance, la redditività e la competitività. Conoscenza e competenza delle caratteristiche del Mercato, delle opportunità connesse alle normative di riferimento, delle rapide evoluzioni che contraddistinguono il mercato contemporaneo. Sviluppare il Branding di un Marchio: un’attività affascinante, controversa, particolarmente delicata e proiettata al futuro, attraverso un coinvolgimento diretto del Team interno supportato dalla esperienza e dai saperi di un Art Director in grado di coordinare fattivamente ogni singolo intervento creativo e promozionale.
Essere Marchio
Diventare un Essere Umano è un’Arte! Così come Essere Marchio. Non a caso richiede lucidità intellettuale, intraprendenza, sguardo critico, conoscenza, ed il piacere di pensare. Un cammino complicato e complesso, un percorso di almeno No. 8 Tappe paradigmatiche obbligate che non annulla ogni volta l’esperienza passata, ma la contiene e la tramanda. Otto momenti importanti che descrivono un iter che pare cercare una progressiva “affinità elettiva” con gli individui, dopo aver conquistato l’attenzione e la fiducia dei consumatori. Vediamoli insieme, con l'emozione della prima volta: Awareness. Fiducia. Goodwill. Posizionamento. Commitment. Emozioni. Attualità culturale. Valori. Definiamola come l’esistenza evolutiva dell’Essere Marchio: un Essere Umano! È di questo che mi occupo, in punta di piedi, con garbata competenza.

TWITTER

GOSSIP

Mi trovo in vacanza, da qualche parte del Mondo, in Montagna. Con estrema prudenza questa mattina mi sono affacciato alla finestra per scrutare fuori, senza farmi vedere, per verificare se ci fossero, mimetizzati tra gli alberi, i fotografi del Gossip. Nessuno. A questo punto, inquieto e sudato, mi sono tolto l’accappatoio e nudo madre mi sono presentato in terrazza. La camera d'albergo è posta al primo piano, niente di più facile inquadrarmi con l’obiettivo. Niente. Una catastrofe! Ne consegue che non sono nessuno, non sono famoso, non sono inserito nel book del Gossip. Intollerabile. Imperativo categorico: devo acquistare una Porche!

256

Le parole, prima di essere pronunciate, andrebbero immaginate inserite in una visione generale relativa a ciò che desideriamo comunicare. Purtroppo un politico, termine inappropriato, come Matteo Salvini, insegna ben altro. Lui blatera, offende, circuisce.

FANFANBULATORIE

La lunga attesa
È solo questione di Tempo. Verrà. L'attesa preziosa. Si pensa al dopo, al dopo dopo, a ciò che verrà detto, alle parole pronunciate, chissà in quale luogo; si vive il nuovo abbraccio, il primo sorriso, si decide se passeggiare al parco, andare al Cinema, o salire da qualche parte per cercare l'oblio. In effetti sarei disponibile! E se non venisse nessuno, se squillasse il telefono, o un SMS disgraziato annullasse l'ipotesi sognata di un abbraccio? Quanti pensieri nell'attesa, e la gente, attorno, neanche mi vede e non immagina i miei pensieri. Ombre distratte scivolano via dalla mia vita, per sempre.
Sguardo critico
Lo sguardo del flâneur è un punto di vista, il punto di vista di un uomo che qualche volta consente a se stesso di seguire il flusso della folla, lasciandosi portare dal caso, per cercare un filo conduttore e districarsi, finalmente, dal labirinto della contemporaneità. Come dice Paul Auster: "È semplicemente un dato di fatto che gli uomini raccontano storie". Fino ad incontrare l'euforia del Rosso!
Cantico alla Durata
Scrittore di eccezionale talento, nel 1996 Peter Handke compose un piccolo ma prezioso poema intitolato Canto alla durata. Il documentario in onda venerdì 29 settembre su Sky Arte HD è un omaggio all’autore e alla sua opera, capace di approfondire un tema universale di grande attualità come quello della durata, messa a dura prova dai ritmi accelerati della vita odierna.
Agosto
"Agosto moglie mia non ti conosco". Non credo che questo consumato modo di dire corrisponda alle realtà familiari contemporanee. In pratica dovremmo ipotizzare che ad Agosto, mese dedicato alle vacanze estive, i mariti fedeli spediscono il più lontano possibile le mogli tanto amate per potersi dedicare, liberi e felici, ad attività extra coniugali scatenanti. Sciocco solo ipotizzarlo. Lo sapete, esistono gli Smartphone! Ed immagino abbiate capito cosa intendo! "Dove sei amore. A 100 metri da te, amore. Ti raggiungo. E lei? Lei dorme sulla sdraia, sotto l'ombrellone. Amore, mi manchi. Anche tu mi manchi, ti raggiungo subito! Baci. Baci". Semplice come bere un bicchier d'acqua!
Tempo digitale
La blog sfera è il luogo della conversazione sul mondo. Lì c'è gente che si scambia opinioni sulla realtà e contribuisce ad arricchire la percezione che ciascuno ha dell'ambiente sociale, politico e culturale in cui tutti viviamo. É un ambiente sovra nazionale ma organizzato in comunità trasversali, in cui la gente si confronta in base ai propri interessi e alle lingue che conosce. Nella grande conversazione l'unica legge è il rispetto reciproco, e la punizione è una riduzione di attenzione. Progetto comunicazione: il Blog indica un nuovo terreno sensibile; prospetta un diverso modello di comunicazione che convive con gli altri sistemi esistenti i quali, istituzionalmente, producono informazione.
Censura: sostantivo femminile
Censura. Ironia della sorte: sostantivo femminile. L’immagine riporta un’Opera di Balthus accusata, l’Opera, di diffondere la pedofilia. Balthus, pseudonimo di Balthasar Kłossowski de Rola, pittore francese di origine polacca. Già, la pedofilia. Tutto chiaro. Il perverso che è in noi si esalta, perde il controllo. Guardate bene, a fondo, quale nudo, adulto o infante, può superare la visione aperta di una apertura infinita. È tutto lì, disponibile, tiepido, accogliente. Il resto, le mille immagini altre, raccapriccianti, non contano. Qui c’è il peccato. Evidente. Manifesto. Incontrollabile. Lui, il pittore francese di origini polacche, Balthus, è il demonio. Tutto il resto è poesia, incanto, ricerca del bello estetico, raffinatezza gestuale, silenzio, armonia della forma.
Top Spender
Il Paradiso del Top Spender! Impossibile uscire come si è entrati. La persuasione all'acquisto risulta insuperabile. Quello che cercava, di quel preciso colore, con quella forma che da tempo suscitava uno sbilanciamento onirico c'è, da qualche parte, nascosta chissà dove, ma c'è. Il Top Spender lo sa. Entra. Gli occhi spalancati, l'ansia, prorompente non lo fa respirare. E pensare che era passato di lì per caso, girando a destra invece che a sinistra per raggiungere il Caro Nome. Aspetterà, si dice, aspetterà. Magari potrei pensare ad un regalino. È così che funziona, opporre resistenza è del tutto inutile, il Paradiso, per un Top Spender che si rispetti, è una cosa seria!
Inondati di bellezza
"Il colore perfetto di ogni cosa vi commuove come un'armonia, viene voglia di piangere ad accorgersi di quanto le rose siano rosa o, se inverno, a vedere sui tronchi degli alberi dei bei colori riflettenti; e, se un pò di luce arriva a toccare quei colori, come ad esempio al tramonto, quando i lilla bianchi cantano il loro biancore, ci sentiamo inondati di bellezza". Marcel Proust. L'incanto di un abbraccio, firmato Giorgio Armani, sospende i nostri pensieri illudendoci, per un istante, di percepire la divina immensità dell'amore.
Una gonna color senape
Si può essere scettici sui valori morali ed etici della Moda, sugli asfissianti mutamenti estetici, sulle regole ferree che la governano, sugli intrighi stilistici che l’alimentano costantemente, se non che capita, ed a volte capita, come amiamo ripetere, di vivere lo sbilanciamento dello sguardo, di apprezzare inconsapevolmente le scelte effettuate da un giovane fumatore, il quale, sapientemente, ha saputo onorare il lavoro creativo di alcuni creativi illuminati convinti che sulla faccia della terra, qualcuno, avrebbe saputo indossare le loro creazioni azzardate. Sulla destra, a confonderci ulteriormente, una gonna color senape!
Catastrofe
Ammettiamolo, qualche volta, senza volerlo, ci imbattiamo in delle visioni che vorremmo evitare. Un poco d’invidia? Un poco molto! Ma porca miseria, guardali tutte e due, sorridenti, felici, magari anche innamorati, senza tempo, belli come la luce del sole, affiancati, vicini, assorbiti una dalla beltà dell’altro. E noi? Tristi, soli, abbandonati, senza un futuro, rassegnati al silenzio, vestiti male, trasandati, tanto per chi ci vestiamo. Una catastrofe! Non devono esistere, loro, non devono proprio esistere. E poi, in un bistrot, dove chiunque può vederli, creando panici metafisici nei poveri passanti consumati dalla consuetudine di una vita piatta ed insolente.
Cleopatras
Il Teatro è vita! Partendo dalle suggestioni dantesche del Canto V dell'Inferno, Giovanni Testori ridona voce e vita alla leggendaria regina d’Egitto Cleopatràs lussuriosa. Sarà ancora la meravigliosa imperatrice capace di terrorizzare e sottomettere interi popoli al suo capriccio, oppure una semplice prostituta di paese che millanta un passato che non è mai esistito? Cosa giunge fino a noi attraverso i secoli al di là della patinata aura del mito? L'opera di Testori, con la sua forza innovativa e prorompente, ci avvicina ad un personaggio che parrebbe distante e difficilmente riconducibile al contesto in cui viviamo. La sua Cleopatràs, interpretata dalla sensuale Anna Scommegna, spogliata degli abiti regali e rivestita solo di carne e sangue, ci parla in un linguaggio crudo e palpitante, violento, dialettale, metafisico.
Alberto Rabagliati
“L’autunno fa cadere tutte le foglie che il vento raccoglie e porta con se”. Incipit un poco triste di una vecchia canzone romantica, memorabile ed evocativa dello scorrere inesorabile del tempo. La musica che accompagna le parole suona semplice, armoniosa e dolce, impossibile non ricordarla. A cantarla sono stati in tanti, tuttavia, a pensarci bene, la mia preferenza cade su Alberto Rabagliati. Lo incontrai ad Ancona, lungo il Viale della Vittoria, all’altezza del Civico 13. Era solo, seduto su una panchina di marmo senza spalliera. Mi avvicinai, gli chiesi se potevo tenergli compagnia, disse sì. Era avanti con gli anni. Parlammo poco. Quando mi alzai lo salutai con dolcezza, ringraziandolo per il tempo concessomi e per il piacere di aver fatto la sua conoscenza. Il nostro tempo era finito. Mi sorrise ed il suo sorriso era senza dubbio un sorriso autunnale.
Emilio Vedova
Per chi, come noi, è schiavo da sempre del Colore, le opere di Emilio Vedova ci confondono i pori della pelle, i quali, confusi dalla forza del segno, perdono il senso dell’altezza e si intrecciano, si sparpagliano, si dilatano nello spazio pelle rendendolo caotico, irriconoscibile, decisamente affascinante. La metamorfosi è immediata. In alcuni casi si perde addirittura l’orientamento ed il labirinto rimbomba di suoni impazziti e di atonali glissandi stridenti. Caos creativo. Il caos che adoriamo, che inseguiamo e accompagna, la notte, i nostri sogni scapigliati. La vita è una cosa meravigliosa!