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Storytelling No. 2
Marcel Proust. “Per molto tempo mi sono coricato presto la sera”. L’incipit mi riporta a riflettere, ancora una volta, su quel prima prima, allorquando mi convinsi, a ragione, di Essere un creativo ricco di talento, pronto a dedicare i miei sforzi  al design della Comunicazione, quale tramite silenzioso dello sviluppo di una Marchio, del suo successo, sicuro che mi sarei molto divertito nel conoscere imprenditori assurdi e qualificati, alcuni decisamente ambiziosi, altri altezzosi ed egocentrici, altri ancora desiderosi di lasciare qualcosa di importante ai loro figli. e così è stato. Tuttavia lo spirito del tempo, nel corso del tempo, in particolare di questo tempo consumato dall'apparire digitale, dal mostrarsi a prescindere da qualsiasi valutazione estetica, ha modificato gli equilibri, i rapporti con i CEO hanno assunto l'aspetto di scaltre conversazioni apparenti, splendide nel loro essere del tutto momentanee, subito soffocate da valutazioni altre, dalla voglia latente, innata, prepotente, di sentirsi dei creativi! Il resto non conta se non ci si può dichiarare creativi. Nel frattempo la Primavera sonnecchia!
LouD
Il mistero della Grande Bellezza
Diciamolo apertamente, senza indugio alcuno, convinti di esprimere una verità ontologica sull’Essere inconfutabile. Lei ci piace, molto. Ora, è chiaro, dobbiamo motivare la nostra affermazione e lo facciamo senza tergiversare. Avete visto! Del tutto insensibile ai richiami del glamour, sfrontatamente, attraverso una insana spavalderia guascona, i suoi jeans hanno la vita alta! Pazzesco! Su questo siamo tutti d’accordo. D’accordo un accidenti. La questione è grave, vi rendete conto, avete idea di cosa possa significare! Mille riviste, migliaia di considerazioni di esperti, conoscitori del fashion symbol, comandano, insistono, implorano: vita bassa, bassissima, un poco oltre i limiti del pudore. Lo sappiamo, non dite nulla, pudore, un termine oscuro, del tutto sconosciuto alle giovani frequentatrici del mondo. Dicevamo: la vita troppo alta. Uno scandalo estetico, un trasgredire ai paradigmi di valutazione della Grande Bellezza, che per noi è un mistero, mentre per blogger, consulenti, esperti sui generis, è verità sacrosanta, sì, un dogma. L’avete osservata bene? Uno scempio. Mani in tasca come un teppista irlandese, un cappellaccio e quelle bretelle, impossibili, non si guardano. Senza parlare del resto. Poveri, poveri noi, costretti, forse, ad incontrare questa fanciulla malandata, trascurata, da tempo consumata dal tempo! Tuttavia lei ci piace, molto.

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GOSSIP

L’asparago - dal greco aspharagos, dal persiano asparag, ossia germoglio - è una pianta fantastica, non solo squisita, benefica ed amorevole, bensì particolare nella forma, nel colore, nella sua invasione gotica dello spazio. Per la sua caparbietà plastica per la sua voglia di vivere, per il senso verticalistico e possente del procedere in avanti, per la sua esuberanza sensuale, la sua fragilità interiore, la sua ambizione sfrenata, per quel suo sapore unico, per quella sferzata di energia che trasmette; ebbene, l’asparago rammenta da vicino, molto da vicino, il Gossip di un tempo esuberante e scaltro. Ora il Dio del Niente ha assunto aspetti ridicoli, iniqui, privi di fantasia, forma, profumo. Di gotico è rimasta solo la vanità di apparire, a qualsiasi costo, ovunque. Lo stile? Un'altra volta

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Le parole, qualche volta, andrebbero contate, una per una, facendolo ci sorprenderemo di quante, potrà sembrare strano, sono perfettamente inutili. In pratica andrebbero cancellate, eliminate per sempre, in quanto inutili. Riduzione delle battute! Appunto.

FANFANBULATORIE

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Amore possibile
Chiudo gli occhi e la vedo. Cammina verso di me con passo lento, il volto serio, lo sguardo intenso. Si sta chiedendo chi io sia. Non più giovane, d'accordo, però, diciamolo, ancora affascinante, quel fascino antico che gli anni, i tanti anni vissuti, di mette addosso per gravità permanente. Ormai è a pochi passi. Le sorrido. Il sorriso non viene ricambiato. Ora è vicina, le chiedo Come sta, risponde Bene, ora Bene. Non ci posso credere. Mi presento, mi chiamo Fredi. Lucia, il mio nome è Lucia. Un nome bellissimo, aggiungo, incapace di aggiungere altro. Lei, Lucia, mi prende sotto braccio ed insieme proseguiamo verso la nostra vita. Apro gli occhi e la vedo!
London Fashion Week, Natural History Museum, BFC Tent.
Backstage at the Michiko Koshino show.
Photo: Edmond Terakopian / PA
Voglia di vivere
Essere o non essere questo è il problema! E se così non fosse? E poi, essere cosa? A questo proposito l'elenco è infinito. Parliamoci chiaro: innanzi tutto bello, anzi bellissimo, bello di una bellezza radiosa senza limiti, una bellezza rara che ammalia lo sguardo critico, conquista, distrugge, annienta ogni difesa. Inoltre ricco, anzi ricchissimo, ricco da fare schifo, avete presente ... sì, avete presente. In tasca una Carta di Credito Platino capace di acquisti oltre ogni possibile livello umano. Aggiungerei intelligente, parzialmente educato, sensibile, originale, scaltro, un poco egoista, creativo, capace di giocare assai bene a bridge, scacchi, polo, golf, biliardo ... eviterei il gioco d'azzardo, sì, lo eviterei per una questione etica. Infine: eterno e su questo punto non transigo!
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Dioniso si nasconde sotto i funghi
Peter Handke: amico, scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggio e sceneggiatore. Saggio  sul cercatore di funghi. Lo trovate in libreria edito da Guanda. L'ebrezza dionisiaca del cacciatore di funghi. "Nei periodi d'ozio, Peter Handke  passeggia nel centro della città. Quando invece è assorbito dal lavoro letterario, si avvia ai margini della città, nei boschi. Non ai margini: resta là, dando le spalle agli alberi, davanti a lui nient'altro che la campagna vuota". Pietro Citati. Mi sembra di vederlo, solo, nel silenzio della Natura, avvolto dalla necessità della parola scritta, ragionare sull'ebrezza della vita. Sì, l'ho sempre amato. Peter Handke, da decenni, accompagna la mia crescita di uomo, intima, artistica, professionale, scuotendomi dal facile nulla quotidiano.
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Mia Madre
Mia Madre. Regia Nanni Moretti. Trama. Margherita sta girando un film impegnato sulla crisi economica italiana. Si racconta lo scontro tra gli operai di una fabbrica e la nuova proprietà americana che promette tagli e licenziamenti. Oltre a dover gestire la complessità del set di un film politico, deve fare i conti con le bizze della star italo americana scelta per interpretare il ruolo del nuovo proprietario. La concentrazione, richiesta per girare un film così difficile, tutto spostato verso il lato pubblico e politico, è minacciata dalle istanze del privato e dall'ombra sempre più densa della possibile morte della madre che la costringe a un confronto doloroso con se stessa e con il fratello Giovanni, un ingegnere posato che si è preso un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire la madre malata di cuore.
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Mister Mort
Sorridere è lecito. E finalmente il Sistema Moda si rammenta dell’esistenza di chi è ancora legato all’arte del racconto, alla forma visiva dell’esperienza: il Flâneur. Flâneur: termine reso famoso dal poeta Charles Baudelaire, indica il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell'osservare il paesaggio. La parola non presenterebbe però un'esatta traduzione in italiano. Il concetto di flâneur è altresì significativamente presente nell'opera di Walter Benjamin nonché ricorrente nell'ambito di discussioni accademiche sulla modernità, ed è diventato significativo anche in architettura ed urbanistica. E non solo. Mordechai Rubinstein, alias Mister Mort, esplora la strada per scovare la gente vera, senza status e senza età. Mister Mort ricerca caratteri dai volti segnati i cui abiti vissuti raccontano storie. Sì.
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Camera Chiara
La fotografia è legata al verbo in are, prima coniugazione, fotografare e fotografare, catturare la luce, è facile facile, un gioco da ragazzi. Fondamentale possedere una macchina fotografica digitale. Un tempo la questione si presentava intricata e complessa. A complicare le cose, in assoluto, il rullino: inserirlo nel corpo macchina, scattare, estrarlo e portarlo a sviluppare; un paio di giorni e si potevano vedere i capolavori realizzati, dopo aver pagato il relativo costo. Impensabile oggi. Una, mille, cento mila foto si possono scattare una dopo l’altra e una dopo l’altra si possono osservare, criticare, apprezzare, cancellare, inviare in qualsiasi parte del mondo senza costi aggiuntivi, nel tempo di un lampo, subito dopo l’istante click che tanto preoccupava Roland Barthes. E tanti sono i ragazzi, giovani e meno giovani, che si definiscono fotografi, emuli di Luigi Ghiri o di Helmut Newton. Per fortuna, di tanto in tanto, capita anche di incontrare un fotografo vero!
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23 Numero Primo
I numeri, inevitabilmente, nel corso del tempo, hanno affascinato chiunque abbia avuto la fortuna di avvicinarli, conoscerli approfondirli e di numeri ne esistono tipologie infinite. Pensate ai numeri pari, equilibrati, sereni e tranquilli, diversamente dai numeri dispari, prepotenti, insopportabili, pieni di sorprese, incapaci di farsi addomesticare; senza parla dei numeri primi, Fibonacci, con tutta la sua prepotenza, ci avvolge e stritola! Pensateci bene: essere un numero divisibile solo per 1 e per se stesso. Una tragedia, non credete! Ci si sente soli nell'universo, relegato in un altrove altro complicato e complesso che nessuno ancora è riuscito a decifrare. Una Fondazione Americana offre una cifra consistente a chi risolverà, appunto, il mistero dei numeri Primi. In che cosa consiste? Se scrivo 244.567.241 quale formula mi consente di stabile che il numero è primo? Il numero 23, ne sono certo, è un numero primo, come il mio Cappello: tra loro, da tempo, una sintonia perfetta!
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Lo stupefacente potere dei colori
“Usate i colori, abusatene. Se nella scelta dei vostri colori personali doveste esitare tra le migliaia di tonalità, valori e livelli di saturazione, sappiate che il più dotato dei coloristi abita nel vostro cervello e si chiama istinto. Fidatevi dei vostri gusti e osate con i colori. Vi farà bene”. Quarta di copertina del saggio “Lo stupefacente potere dei colori”, di Jean Gabriel Causse. Editore: Ponte delle grazie. Euro 15.00. Ebbene finalmente in libreria un testo sul Colore agile, divertente, ammaliante, in parte tecnico, polisemico, accademico, in parte ironico, sorprendente, straordinario. Per i coloristi del mondo, i designer del Colore, i manager consumati dal marketing, un’avventura infinita da leggere travolti dall’arcobaleno cromatico. Il 50% del genere femminile è tetracromatico ed il 90% del genere maschile è tricromatico! In pratica le Donne individuano, percepiscono, filtrano i colori attraverso quattro tipi di foto ricettori, mentre gli Uomini, ahimè, solo tre! A scoprirlo la neuro scienziata Gabriele Jordan, nel 2012. E se vi chiedessero: tra il Rosso ed il Blu, quale  è freddo e gelido, quale caldo e bollente, come rispondereste! E poi, per quale motivo il cielo è Azzurro. Ah saperlo! Per capire il colore, entrarci dentro, scoprirlo, affogare nelle tonalità, cancellare definitivamente convinzioni assurde, dovete  acquistare “Lo stupefacente potere dei colori”. Fidatevi.
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Blog visuali
"La blogsfera è il luogo della conversazione sul mondo. Lì c'è gente che si scambia opinioni sulla realtà e contribuisce ad arricchire la percezione che ciascuno ha dell'ambiente sociale, politico e culturale in cui tutti viviamo. É un ambiente sovranazioale ma organizzato in comunità trasversali, in cui la gente si confronta in base ai propri interessi e alle lingue che conosce. Ma anche le lingue e gli interessi non sono barriere strutturate, poiché c'è chi traduce e c'è chi fa appassionare a temi nuovi. Nella grande conversazione l'unica legge è il rispetto reciproco, e la punizione è una riduzione di attenzione. In Rete la conversazione tocca tutti temi possibili, ma è informazione che non necessariamente si configura come notizia e prodotto informativo in senso classico". Giuseppe Granieri. A chi progetta comunicazione, il blog indica un nuovo terreno sensibile; prospetta un diverso modello di comunicazione che convive con gli altri sistemi esistenti che istituzionalmente producono informazione: le le nuove interazioni modificano radicalmente la tradizionale separazione tra chi genera comunicazione e chi ne è l'utente. Nella blog sfera gravitano parole, pensieri ed anche molte più immagini di quanto non pensiamo. E questo è il nostro amabile mestiere: Designer della Comunicazione, per azzardare parole, immagini, conclusioni innovative.
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Louis Vuitton
La Marca è narrazione, racconto, esposizione di una storia collegata ai valori assoluti del brand. Lo afferma e l’impone l’artketing, musa contemporanea della comunicazione, e di certo Louis Vuitton, affidando la sua campagna ADV alla fotografa Annie Leibovitz, lo conferma in modo esaltante e concreto. Scatti polisemici che richiedono un profondo rapporto di condivisione scenica e di contenuto tra soggetto e fotografo. 
Gli scatti della Leibovitz, nata a Waterbury, USA, nel 1949, si riconoscono per intensità, cura del dettaglio scenografico, impostazione della luce, linearità e coerenza della sceneggiatura. Charlotte Gainsburg, volto della campagna Series 1 di Louis Vuitton, è seduta su uno sgabello in perfetto equilibrio, ci guarda, ci ascolta, e noi siamo in attesa di una risposta, a proposito dell’opera che pensa di realizzare nel suo atelier parigino. E’ rientrata da poco, giusto il tempo di spegnere la sigaretta, rispettando l’orario previsto dell’incontro.
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La forma perfetta
Oscar Wilde scrisse: La forma è tutto. La forma è il segreto della vita. Impossibile, da qualsiasi punto di vista la si consideri, estetico, etico, poetico, letterario, potergli dare torto. Un'affermazione che può apparire forte e provocatoria ma che diventa condivisibile se si applica al mondo dell'orologeria, dove la giusta forma della cassa è il segreto della vita di una determinata collezione. Gli esempi, a questo proposito, sono sotto gli occhi di tutti. Guardatevi il polso, destro o sinistro lo sapete meglio voi, e fate le dovute considerazioni. Che ve ne pare, non è fantastico! Occupa uno spazio, è perfetto.  Chi scrive, ad esempio, porta un vecchio modello della Zeno, un'antica fabbrica di orologi svizzera,  la forma è  rotonda, e voi? Molto probabilmente avete il raffinato gusto di aver scelto un Clé de Cartier!